Magali Boureux

Direttrice

 

 

Può presentarsi brevemente?

Mi chiamo Magali Boureux. Sono francese di sangue e italiana con il cuore. Mi sono innamorata della musicalità della lingua italiana fin dalla prima ora di lezione al liceo e ho capito subito che l’italiano avrebbe fatto parte della mia vita!
Quando ho conseguito il master in italiano all’Università di Tolosa, ho scelto di seguire un corso di didattica del francese come lingua straniera (FLE) per andare a vivere la mia passione per l’italiano direttamente in Italia, con in tasca una competenza professionale da offrire sul mercato italiano. Durante i miei studi FLE ho scoperto la fonetica correttiva, cioè i modi per migliorare la pronuncia del francese degli studenti stranieri. Non avrei mai immaginato che fosse possibile aiutare a percepire, sentire e acquisire il ritmo, la musicalità e le caratteristiche fonetiche delle lingue. Questa è diventata la mia seconda passione: cercare come far sentire agli italiani il piacere di parlare francese, come io stessa sento il piacere di parlare italiano. 
Ho scelto di approfondire questo argomento nell’ambito di un dottorato di ricerca svolto in cotutela, in Scienze Linguistiche con l’Università di Tolosa e in Scienze Cognitive con l’Università di Padova. 

Ho avuto la possibilità di lavorare a diversi progetti di ricerca sui processi cognitivi e la didattica dell’orale, e sono stata coinvolta molto 

presto come formatrice in fonetica correttiva a livello internazionale. Da diversi anni sono chiamata a tenere corsi di formazione in tutta Italia e all’estero. In estate, i corsi internazionali di formazione in fonetica correttiva organizzati dall’Alliance Française di Padova mi permettono di formare docenti e formatori di FLE provenienti da tutto il mondo assiema ai più grandi specialisti: Michel Billières e Pietro Intravaia. Ho appena iniziato un nuovo progetto (Bien prononcer le français) per insegnare la pronuncia a partire da video che pubblico quasi ogni giorno sui social network TikTok, Facebook e YouTube.

Insegno francese all’Università degli Studi di Padova e all’Istituto Universitario per Mediatori Linguistici CIELS, dove sono anche professore di traduzione italo-francese. 
Sono membro del Comitato Tecnico e Scientifico della Federazione delle Alliances Françaises d’Italia dal 2014 e sono stata nominata Direttrice dell’Alliance Française di Padova nel 2018.

Cosa l’ha spinta a voler entrare a far parte dell’AF?

Sono stata invitata da Aude Labastie a tenere una conferenza all’AF di Padova nel 2014. Sapevo che esisteva una AF a Padova, ma non avevo mai approfondito l’argomento, perché all’epoca facevo ricerca nel Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova. 
Così ho incontrato i membri del Consiglio di Presidenza dell’Alliance Française e ho voluto aiutarli a promuovere le loro attività culturali, creando una pagina facebook e un sito web. Poco dopo, mi hanno proposto di partecipare all’incontro di formazione nazionale organizzato dalla Federazione delle Federazioni italiane. Ho conosciuto molti dei responsabili della rete delle 35 AF italiane, ma soprattutto ho capito i loro valori, le loro sue missioni. Ho capito che corrispondevano a ciò in cui credevo e che potevo essere coinvolta in questa avventura. Per questo motivo sono anche un membro del Comitato Tecnico e Scientifico della Federazione.

Qual è il suo ruolo all’Alliance Française di Padova?

Sono la direttrice. Il mio ruolo è quello di realizzare progetti di promozione della lingua francese, delle culture francofone e della cultura locale in lingua francese. Elaboro dei progetti, li presento ai membri del Consiglio di Presidenza e, una volta approvati, faccio in modo da realizzarli, da coordinarli e da promuoverli sul sito web e sui social network. Ho la fortuna di essere sostenuta in tutte le mie iniziative da un meraviglioso team di volontari: per loro, ogni proposta stimola azione e passione!
Animo alcuni progetti come La France en Classe, attraverso il quale vado nelle scuole elementari per introdurre il francese attraverso animazioni e un piccolo spettacolo. Mi occupo anche di vari altri progetti che mirano a rafforzare il fascino della lingua e della cultura francese nelle scuole medie e superiori.
A livello culturale, partecipo, insieme ad altri volontari, ad iniziative per promuovere la candidatura di Padova alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO 2020 e Padova Capitale Europea del Volontariato 2020
Ogni anno organizzo e tengo corsi di approfondimento e di formazione avanzata per insegnanti di francese per l’insegnamento delle competenze orali e del francese commerciale. Propongo anche una formazione ai francofoni che si trovano sul territorio, in modo che anche loro possano interagire con le classi di francese come lettori.
Inoltre aiuto gli studenti a capire quali corsi e certificazioni soddisfano al meglio le loro esigenze. Cerco di gestire le diverse attività e risorse in modo che i nostri volontari, studenti e insegnanti possano sperimentare e trasmettere il francese in modo stimolante e divertente. 

Cosa le porta questa esperienza all’interno dell’Alliance?

Mi stimola enormemente, perché il Consiglio di Presidenza dell’AF mi sostiene in tutte le iniziative a cui penso. Sento la loro fiducia e il loro entusiasmo e questo mi permette di dare libero sfogo alla mia creatività per offrire iniziative alle scuole, formazione per insegnanti e francofoni locali e attività di promozione della cultura francese, francofona o locale in lingua francese. I membri del Consiglio sono come una seconda famiglia per me!

Qual è il suo rapporto con il francese?
Al liceo, quando ho detto ai miei amici italiani che ero stata sedotta dalla loro lingua, non riuscivo a capire perché mi dicevano che invece era la mia lingua francese quella più bella. Ho capito dopo che la lingua madre è difficile da giudicare in termini estetici, perché ci siamo troppo abituati. È stato mentre studiavo il francese per insegnarlo in Italia che mi ha colpito la sua ricchezza ritmica e musicale, e che ho capito che anche la mia lingua francese aveva un certo fascino, e che poteva diventare affascinante. Ricca di origini diverse e ricca di storia, ma anche estremamente dinamica e moderna. Bella quanto capricciosa, mostra di essere meravigliosamente quanto terribilmente umana. La vedo come una lingua che non dovrebbe essere imposta, ma di cui è affascinante svelare i misteri per decifrarli, accettarli, metterli in gioco, amarli. 

Quali sono le attività che svolge durante il suo tempo libero?

Tutto dipende da come si vuole definire il « tempo libero ». Per definizione, non ne ho, perché il mio lavoro è il frutto delle mie passioni! Ho sempre molti progetti da gestire, corsi da preparare, ma ho anche una famiglia e un equilibrio personale da rispettare per liberare l’energia necessaria a fare tutto. Così mi prendo il tempo di stare con la mia famiglia, di fare sport e musica; suono l’arpa celtica con un piccolo gruppo.

Ha un motto, un mantra che le si addice? 

Sì, ma non ne conosco né l’origine né i termini esatti. L’avevo sentito attribuire alla filosofia greca durante una visita alla Valle dei Templi in Sicilia, ma non ne ho la prova. Il fatto è che questo motto mi ha lasciato una profonda impressione e mi guida da più di 20 anni. Mi ispira a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo della mia vita e a costruire come se non dovessi mai morire. Mi ci ritrovo pienamente perché quello che faccio richiede molto tempo, molta energia e anche sacrifici, ma amo ognuno di questi momenti; mi piace pensare che quello che faccio possa essere utile a qualcuno e portargli un po’ di gioia e serenità. 

 

Pouvez-vous vous présenter brièvement ? (Votre parcours professionnel et personnel)

Je m’appelle Magali Boureux. Je suis française de sang et italienne de coeur. Je suis tombée amoureuse de la musicalité de la langue italienne dès mon premier cours au lycée et j’ai immédiatement compris que l’italien aurait fait partie de ma vie!

Lorsque j’ai obtenu ma maîtrise d’italien à l’Université de Toulouse II, j’ai choisi de suivre une formation en Français Langue Étrangère (FLE) pour partir vivre ma passion pour l’italien directement en Italie, tout en ayant une compétence professionnelle à proposer sur le marché italien. Au cours de mes études de FLE, j’ai découvert la phonétique corrective, c’est-à-dire comment améliorer la prononciation du français des apprenants étrangers. Je n’imaginais pas qu’il était possible d’aider à percevoir, ressentir et  acquérir le rythme, la musicalité et les caractéristiques phonétiques des langues. C’est devenu ma seconde passion: comment faire éprouver aux Italiens le plaisir de parler français, comme j’éprouve moi-même le bonheur de parler italien? 

C’est ainsi que j’ai choisi de me pencher sur cette question dans le cadre d’un doctorat en co-tutelle en Sciences du Langage à l’Université de Toulouse et en Sciences Cognitives à l’Université de Padoue. 

J’ai eu la chance de travailler sur différents projets de recherche sur les processus cognitifs et la didactique de l’oral et d’être impliquée très tôt comme formatrice en phonétique corrective au niveau international. Cela fait plusieurs années que je suis appelée pour animer des formations dans toute l’Italie et à l’étranger. L’été, les formations internationales en phonétique corrective organisées par l’Alliance Française de Padoue me permettent de former des professeurs et formateurs de FLE du monde entier avec les plus grands spécialistes, Michel Billières et Pietro Intravaia. Je viens de me lancer dans un nouveau projet d’enseignement de la prononciation (Bien prononcer le françaisà partir de vidéos que je publie quasiment chaque jour sur les réseaux sociaux TikTok, Facebook e YouTube.

J’enseigne le français à l’Université de Padoue et auprès de l’Institut Universitaire pour médiateurs linguistiques CIELS où je suis aussi professeur de traduction italien-français. 

Je fais partie du Comité Technique et Scientifique de la Fédération des Alliances Françaises d’Italie depuis 2014 et j’ai été nommée directrice de l’Alliance Française de Padoue en 2018.

Qu’est-ce qui vous a donné envie de rejoindre l’AF ?

J’ai été invitée par Aude pour donner une conférence à l’AF de Padoue en 2014. Je savais qu’il existait une Alliance Française à Padoue, mais je ne l’avais jamais trouvée. J’ai ainsi rencontré la magnifique équipe de la présidence de l’Alliance Française et j’ai eu envie de les aider pour valoriser leurs activités culturelles en créant une page Facebook et un site Internet. Ils m’ont ensuite proposé de me rendre à une formation nationale organisée par la Fédération des AF d’Italie. J’y ai découvert le réseau des 35 AF italiennes, ses valeurs, ses missions. J’ai compris qu’elles correspondaient à ce en quoi je crois et que je pouvais m’investir dans cette aventure. Voilà pourquoi je fais aussi partie du Comité Technique et Scientifique de la Fédération.

Quel est votre rôle à l’Alliance Française de Padoue ?

J’en suis la directrice. Mon rôle consiste à mettre en place des projets permettant de valoriser la langue française, les cultures francophones et la culture locale en langue française. Je réfléchis à des projets, je les soumets aux membres du conseil de présidence et, une fois approuvés, je fais en sorte de les concrétiser, de les coordonner et d’en faire la promotion sur le site et les réseaux sociaux. J’ai la chance d’être épaulée dans toutes mes initiatives par une magnifique équipe de bénévoles avec qui toute proposition rime avec action et passion!

J’anime certains des projets comme de La France en Classe, par lequel je me rends dans les écoles primaires pour faire connaître le français par des animations et un petit spectacle ou divers autres projets voulus pour renforcer la fascination de la langue et de la culture françaises dans les collèges et les lycées.

Au niveau culturel, je prends part, avec d’autres bénévoles, aux initiatives de promotion de la candidature de Padoue au Patrimoine mondial de l’UNESCO 2020 et de Padoue Capitale européenne du bénévolat 2020

Chaque année, j’organise et anime des formations d’approfondissement et de perfectionnement pour les professeurs de Français Langue Étrangère en didactique de l’oral et en français des affaires. Je forme aussi les francophones qui sont sur le territoire afin qu’ils puissent eux aussi interagir avec les classes de français, comme lectrice et lecteurs.

Je m’occupe aussi d’aider les étudiants à comprendre quels cours et quelles certifications correspondent le mieux à leurs besoins. Je cherche à gérer les différentes activités et les ressources de manière à ce que nos bénévoles, étudiants et professeurs puissent vivre le français de manière stimulante et plaisante, en toute sérénité. 

Qu’est-ce que cette expérience au sein de l’Alliance vous apporte ?

Elle me stimule énormément, car l’équipe de la présidence de l’AF me soutient dans toutes les initiatives auxquelles je pense. Je sens leur confiance, leur enthousiasme et cela me permet de laisser libre cours à ma créativité pour offrir des initiatives aux écoles, des formations aux professeurs et francophones du territoire, des animations pour la promotion du français, des cultures francophones ou locales en langue française. L’équipe est une seconde famille,  pour moi!

Quel lien entretenez-vous avec le français ?

Au lycée, quand j’ai raconté à mes amis Italiens que j’étais séduite par leur langue, je ne comprenais pas pourquoi ils me disaient apprécier ma langue, le français. Je n’ai compris que plus tard qu’il est difficile de juger l’esthétique de sa langue maternelle, parce qu’on y est habitués. C’est en étudiant le français pour l’enseigner en Italie que j’ai été frappée sa richesse rythmique, musicale, et que j’ai compris que ma langue française avait elle aussi un certain charme, et qu’elle pouvait devenir fascinante. Elle est riche de diverses origines et chargée d’histoire, mais elle est aussi extrêmement dynamique et moderne. Aussi belle que capricieuse, je dirais qu’elle est merveilleusement et terriblement humaine. Je la vois comme une langue qu’il ne faut pas imposer, mais dont il est fascinant de percer les mystères pour les décrypter, les accepter, les remettre en jeu, les aimer.  

Quelles sont vos passions ou activités que vous réalisez durant votre temps libre ?

Tout dépend de la définition que l’on veut donner à “temps libre”. Par définition, je n’en ai pas, car mon travail est le fruit de mes passions! J’ai toujours des tas de projets à gérer, des cours à préparer, mais j’ai aussi une famille et un équilibre personnel à respecter pour dégager l’énergie nécessaire pour tout mener de front. Je prends donc le temps d’être avec les miens, de faire du sport et de la musique; je joue de la harpe celtique avec un petit groupe. 

Avez-vous une devise, un mantra qui vous correspond ? Pourquoi ?

Oui, mais je n’en connais ni l’origine, ni les termes exacts. Je l’avais entendu attribuée à la philosophie grecque, lors d’une visite de la vallée des temples, en Sicile, mais je n’en ai pas les preuves. Le fait est que cette devise m’a beaucoup marquée et qu’elle me guide depuis plus de 20 ans. Elle m’incite à vivre chaque jour comme si c’était le dernier de ma vie et à construire comme si je ne devais jamais mourir. Je m’y retrouve pleinement car ce que je fais me demande beaucoup de temps, d’énergie, voire de sacrifices, mais j’aime chacun de ces instants; j’aime penser que ce que je fais pourra s’avérer utile pour quelqu’un et lui apporter un peu de joie, de sérénité.

 

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