France Culture Fest: un cammino chiamato altrove

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Volge al termine il France Culture Fest, il festival dedicato alla promozione della cultura francese ideato e promosso dall’Alliance Française di Catanzaro. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il DIGES dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e il Consolato Onorario di Francia a Catanzaro, ha come tema principale l’Ailleurs- l’altrove.
Il ciclo di appuntamenti, che terminerà a maggio 2026, include incontri accademici e letterari, approfondimenti filosofici e visioni critiche su temi attuali e incentiva scambi con il pubblico sulla tradizione culturale francese e le sue declinazioni moderne.

Martedì 28 aprile nella sala conferenze di Confindustria Catanzaro si terrà l’ultimo incontro intitolato “Saint Augustin: un Chemin Appelé Ailleurs”, alla presenza di S.E. Rev.ma Claudio Maniago. La conferenza è dedicata alla figura di Agostino d’Ippona, partendo dal saggio Sui passi di Sant’Agostino di Kebir Ammi, tradotto da Fernanda Tassoni per la collana Res Publica dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Si esplorerà dunque il tema dell’“altrove” nella vita del santo che, inizialmente inteso come desiderio di conoscere altri mondi, diventa progressivamente una dimensione interiore e spirituale legata alla conversione. Il viaggio letterario e spirituale condurrà anche nei luoghi africani legati alla figura di Agostino e si è amplierà con il riferimento al volume “Al Ula la Singulière”, edito da Titani Editori, di Marie-Christine Vandoorne, dedicato alla città di AlUla in Arabia Saudita.

“Rousseau le Visionnaire” è stato il primo appuntamento, tenutosi nel mese di novembre, a cura del professor Alberto Scerbo, ordinario di Filosofia del Diritto all’UMG di Catanzaro. In quella occasione è emersa la figura di un Rousseau inquieto e profondamente originale, un illuminista atipico che costruisce il proprio pensiero a partire dalla finzione dello stato di natura per giudicare la società moderna. L’uomo naturale, buono e guidato da amor di sé e pietà, si trasforma attraverso la perfettibilità fino a generare disuguaglianze. Con il “Contratto sociale”, Rousseau tenta di rendere legittime le “catene” della società: l’uomo obbedisce alle leggi ma, essendo parte del popolo sovrano, obbedisce in realtà a sé stesso. Centrale è la distinzione tra volontà generale e volontà di tutti, e il ruolo del legislatore, che di fatto guida il popolo. Ma nelle “Passeggiate”, Rousseau riconosce il fallimento della società dominata dall’amor proprio (che ha accezione negativa, differente dall’amor di sé di cui sopra) e si rifugia in un altrove fatto di natura e interiorità, anticipando la sensibilità romantica e confermandosi un visionario capace di parlare ancora al presente.

 

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L’incontro di dicembre intitolato “Baudelaire l’étranger” ha mostrato come la letteratura sia uno spazio di fuga e desiderio, dal viaggio fantastico ottocentesco fino alla poesia di Baudelaire. Per il poeta francese, l’altrove è un antidoto allo Spleen: un luogo mentale fatto di paesaggi esotici, epifanie fugaci e tensione verso l’assoluto, spesso legato alla figura femminile o a esperienze estreme che aprono mondi interiori. Ne emerge un altrove irraggiungibile ma necessario, una forma di resistenza estetica contro la banalità della modernità. L’incontro è stato tenuto dal professore Luigi Larosa e intervallato dalle perfomance degli attori di Graecalis.

Gennaio è stato dedicato a “Notre Dame de Paris” tenuto dalla Prof.ssa Paola Chiarella del DIGES dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Il romanzo di Victor Hugo è emerso come un grande affresco simbolico in cui destino, passione e critica sociale si intrecciano. Al centro si staglia l’Ananke, la forza inesorabile del fato che travolge personaggi come Gringoire, Frollo e Quasimodo, tutti segnati da amori impossibili, tensioni morali e un continuo oscillare tra libertà e prigionia. La cattedrale stessa diventa un personaggio: un edificio “indeciso” nel cuore della civiltà, fragile di fronte al progresso e minacciato dall’avvento della stampa, che Hugo interpreta come il nuovo potere capace di sostituire la pietra e trasformare il rapporto tra arte, religione e società. Sullo sfondo, la fatalità delle passioni domina ogni vicenda: l’amore, descritto da Hugo come un albero che mette radici anche “sopra un cuore in rovina”, diventa una forza che crea e distrugge, trascinando i protagonisti verso esiti inevitabili.

 

La dott.ssa Claudia Atzeni dell’UMG Catanzaro, ha approfondito nel mese di febbraio il pensiero di Albert Camus, “L’assurdo, la rivolta, l’amore” in cerca di senso in un mondo privo di certezze. In opere come “Lo straniero” emerge una condizione di estraneità dell’uomo rispetto alla realtà, che alimenta il desiderio di un “altrove” inteso come fuga dalla quotidianità. Per Camus, tuttavia, l’altrove non rappresenta una vera soluzione: l’uomo non deve evadere dalla realtà, ma affrontarla con consapevolezza e coraggio, trovando significato proprio nella sua condizione assurda.

Marzo è il mese dedicato a “Madame Bovary et Thérèse Desqueyroux au miroir”: l’incontro, a cura della professoressa Fernanda Tassoni, ha messo a confronto due celebri figure femminili della letteratura francese: Emma, protagonista di Madame Bovary di Gustave Flaubert, e Thérèse, protagonista di Thérèse Desqueyroux di François Mauriac. In Flaubert l’“ailleurs” è fuga fisica e mentale dalla banalità borghese: Emma sogna passioni e mondi esotici, ma il divario tra ideale e realtà genera il “bovarismo”, simbolo dell’insoddisfazione moderna. In Mauriac, invece, l’altrove assume una dimensione spirituale: i suoi personaggi, immersi in un mondo dominato da peccato e ipocrisia, aspirano alla grazia, alla purezza e alla redenzione, in una tensione continua tra colpa e desiderio di assoluto.


“Questa edizione è stata un successo” – afferma la presidente Fernanda Tassoni- “Il France Culture Fest è luogo di incontri e riflessioni, un ponte tra passato e presente, tra la letteratura classica e contemporanea. Il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio di apprendimento e di approfondimento sulla cultura francese, che favorisca dialogo e condivisione con un pubblico ampio e variegato. Il festival terminerà il 22 maggio con un meraviglioso spettacolo all’insegna di musica e poesie d’autore”.
L’evento conclusivo “Les grande de la musique française: un ailleurs appelé amour” si terrà, dunque, al Teatro Comunale di Soverato il 22 maggio e proporrà un viaggio musicale dedicato alla tradizione della chanson française, dove l’amore è spesso rappresentato come un “altrove” idealizzato, irrealizzato o nostalgico. Protagonista del concerto sarà la cantante Eva Lopez, affiancata dagli attori Maria Rita Albanese e Salvatore Venuto e dalle coreografie degli studenti del Polo Liceale Campanella-Fiorentino di Lamezia Terme, guidati dai docenti Roberto Tripodi e Licia Di Salvo.

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