À LA UNE

Arlecchino vola in Francia e incanta Avignone.

Avignone con il suo festival del teatro, da 72 anni uno dei più importanti a livello internazionale, quest’anno parla veneto. Fino al 28 luglio, ogni giorno alle 11,45 (pausa il mercoledì) al Chapeau d’Ébène Théâtre va in scena Arlecchino furieux riletto da Stivalaccio Teatro, compagnia nata nel 2007. Il testo, coprodotto con il Teatro Stabile del Veneto, racconta le avventure amorose della più celebre maschera goldoniana. È un Arlecchino che “si innamora, perde la testa, urla, batte i pugni, quando ha fame molla tutto, dopo ogni bastonata sa che arriverà il nuovo giorno e che ci sarà il sole”, ma soprattutto è popolare, “nel senso (spiega Marco Zoppello, 32 anni, vicentino, fondatore, regista e attore della compagnia) che sa parlare a tutti in una stratificazione di contenuti in cui ciascuno coglie ciò che gli è più consono”.

 

Stefano Massini a Parigi.

Ancora teatro italiano in Francia. Lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini debutterà a Parigi nel 2020 con il suo 7 minuti. L’allestimento è della Comédie Française, a produrre è il Vieux Colombier.

Maëlle Poésy dirige un plateau d’actrices dans une pièce chorale de Stefano Massini, conseiller artistique du Piccolo Teatro de Milan. Alors que leur usine vient d’être rachetée, une dizaine de femmes doivent prendre une décision au nom des deux cents employées qu’elles représentent. Quel glas sonnent ces « 7 minutes » ?

 

Orange festeggia una storia in lirica.

Le Chorégies dOrange, il festival internazionale ancora esistente d’arte lirica più antico del mondo (fu creato nel 1869), festeggia con orgoglio i suoi 150 anni.

Non è solo un compleanno così importante a rendere speciali le Chorégies dOrange. C’è il nome: Chorégies deriva dal greco antico khoregos, colui che conduce il canto. La location: il teatro antico di Orange sta in piedi da 2000 anni, perfettamente conservato. E l’acustica, resa eccezionale dal muro romano che fa da sfondo alla scena, unico nel suo genere a essere rimasto straordinariamente integro. Siamo, è giusto dirlo, in un edificio che fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Il festival, iniziato il 19 giugno, andrà avanti fino al 6 agosto con un programma imperdibile.

 

A Parigi camminando con Victor Hugo.

Il percorso dedicato a Victor Hugo ci porta nel Marais, una delle zone più affascinanti di Parigi. Tra le vie e i caffè del quartiere, si scoprono i luoghi dove lo scrittore ha vissuto e composto molte delle sue opere. Il percorso porta dalla casa a Place des Vosges, con manufatti e bozze, alla statua che Rodin gli ha dedicato in Avenue Henri Martin, passa per Avenue Victor Hugo e si chiude al Pantheon, dove è sepolto.

 

Annie Ernaux vince il Premio Gregor von Rezzori Città di Firenze 2019.

È Annie Ernaux, una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese, studiata e pubblicata in tutto il mondo, la vincitrice della tredicesima edizione del Premio “Gregor von Rezzori – Città di Firenze” per la migliore opera di narrativa straniera tradotta in Italia con Una donna pubblicato da L’Orma e tradotto da Lorenzo Flabbi, che afferma “tradurla è impagabile!” La scrittrice francese è stata premiata giovedì 6 giugno nella Sala D’Arme di PalazzoVecchio. “Una donna è un capolavoro minimalista. Qualche giorno dopo la morte della madre malata di Alzheimer in un ospedale alla periferia di Parigi, Annie Ernaux decide di scrivere di lei nel modo più sobrio e sincero che si possa immaginare. Ritrae sua madre in tutta la sua caparbietà, autodisciplina, violenza e tenerezza. La madre (mai citata per nome) lavora notte e giorno, decisa a dare alla figlia una vita migliore della sua. Questo magnifico libro, insieme agli altri pubblicati da Annie Ernaux, è la dimostrazione che le ambizioni di sua madre si sono realizzate”, si legge nella motivazione del premio. “Ma non si tratta soltanto della storia di una famiglia povera che vive nella campagna della Normandia durante e dopo la seconda guerra mondiale. È anche il ritratto di un’intera generazione. Come nel successivo romanzo Gli anni, Annie Ernaux, forse influenzata dal filosofo Bourdieu, dipinge un quadro più ampio degli effetti culturali della povertà su un’intera popolazione. È un libro che tutti potranno apprezzare, per il suo carattere intimo, la sua franchezza e la toccante evocazione di un genitore defunto”.

 

Legion dOnore alla stilista Chiuri.

Maria Grazia Chiuri, stilista romana da tre anni alla guida del marchio francese Christian Dior, ha ricevuto il titolo di Cavaliere della Legion d’Onore. Le è stato consegnato dal Segretario di Stato francese per le Pari Opportunità Marlène Schiappa nello storico atelier di Dior in avenue Montaigne. L’onorificenza se l’è guadagnata grazie anche all’impegno nella lotta contro le discriminazioni di genere e razza. “Una creatrice, attivista, madre e lavoratrice” l’ha definita Schiappa “che con il suo lavoro mostra l’importanza dell’uguaglianza e del rispetto tra uomini e donne”.

 

LIVRES

Michel BUSSI, La follia Mazzarino (Sang famille), Edizioni e/o.

Un romanzo pirotecnico corredato da una galleria di personaggi bizzarri, che come un crescendo rossiniano comincia in sordina per poi evolversi in una serie di rocambolesche avventure fino al ritrovamento dell’agognato tesoro. Ma quale?

«Come nella maggior parte dei miei romanzi, almeno i primi, La Follia Mazzarino si diverte a giocare con la Storia, simboleggiata giustappunto dalla Follia Mazzarino: i protagonisti partono alla ricerca di un tesoro, dispongono di una mappa cifrata, si perdono in gallerie sotterranee… In questo senso La Follia Mazzarino può apparire come un romanzo di formazione, solare e ludico. Io invece lo considero il mio romanzo più personale. Mi piace che abbia l’eleganza di mascherare la propria crudeltà e la gravità del destino disperato di Colin, il protagonista adolescente che non può fidarsi degli adulti, con una caccia al tesoro piena di sviluppi. (…) Ho un affetto particolare per la leggerezza di questo romanzo turbato da un intreccio da incubo. Mi piace l’idea che possa essere ancora più inclassificabile degli altri miei libri e che diventi di fatto un libro intergenerazionale, avventuroso e intrigante per un pubblico giovane, sensuale e crudele per un pubblico adulto». Michel Bussi

A sei anni il piccolo Colin Remy vive la tragedia della perdita di entrambi i genitori: la madre in un incidente stradale, il padre suicida in seguito allo scandalo che ha travolto il cantiere di scavi archeologici da lui diretto dopo un incidente che ha causato la morte di tre operai sull’isola anglo-normanna di Mornesey. Colin cresce con gli zii. Nel tempo, però, insieme a lui cresce il sospetto, e poi la convinzione, che il padre non sia davvero morto: Colin lo capisce da alcuni indizi, vecchie fotografie, parole scambiate a mezza bocca dagli zii… Finalmente, alla vigilia dei suoi sedici anni, con la scusa di frequentare un corso di vela decide di tornare sull’isola di Mornesey alla ricerca della sua infanzia e possibilmente del genitore scomparso.

Un mondo nuovo gli si apre davanti. Scopre che il padre archeologo non si dedicava soltanto agli scavi e al restauro della vecchia abbazia di Saint-Antoine, ma era anche sulle tracce di un tesoro leggendario chiamato la Follia Mazzarino. Scopre che l’isola delle vacanze è in realtà un’isola di criminali. Scopre che i parenti possono essere serpenti. Scopre infine di essere, suo malgrado, depositario di un segreto che quegli stessi criminali stanno affannosamente cercando. Aiutato da Madi, graziosa sedicenne borderline, e Armand, l’amico gracile con quoziente d’intelligenza 140, Colin spazia dalla superficie dell’oceano ai labirintici sotterranei dell’isola alla ricerca in realtà di un doppio tesoro, cioè suo padre e la Follia Mazzarino, inseguito da malfattori senza scrupoli decisi a carpirgli il suo misterioso segreto a costo di fargli la pelle.

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi e dove ha insegnato geografia all’Università di Rouen. Ninfee nere è stato il romanzo giallo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi: Prix Polar Michel Lebrun, Grand Prix Gustave Flaubert, Prix polar méditerranéen, Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne.

 

Guillaume MUSSO, La vita segreta degli scrittori (La vie secrète des écrivains), La nave di Teseo.

“Un romanzo elettrizzante, un gioco di specchi da scoprire.” Bernard Lehut, RTL

“Un thriller elegante, che è anche un fantastico gioco letterario.” Didier Jacob, The Obs

“Un meraviglioso omaggio alla letteratura, un libro che ti fa venire voglia di leggere.” Stanislas Rigot, LCI

Nel 1999, dopo aver pubblicato tre romanzi di culto, il celebre scrittore Nathan Fawles annuncia la sua decisione di smettere di scrivere per ritirarsi a vita privata a Beaumont, un’isola selvaggia e sublime al largo delle coste mediterranee. Autunno 2018. Fawles non rilascia interviste da più di vent’anni, mentre i suoi romanzi continuano ad attirare i lettori. Mathilde Monney, una giovane giornalista svizzera, sbarca sull’isola, decisa a svelare il segreto del celebre scrittore. Lo stesso giorno, viene ritrovato sulla spiaggia il cadavere di una donna e le autorità mettono sotto sequestro l’isola, bloccando ogni partenza e ogni arrivo. Comincia allora un pericoloso faccia a faccia tra Mathilde e Nathan, in cui si scontrano verità occulte e insospettabili menzogne, e si mescolano l’amore e la paura…

Un romanzo indimenticabile, un affascinante mistero letterario che si rivela soltanto quando l’autore compie l’ultima mossa del suo piano diabolico.

Romanzo dopo romanzo, Guillaume Musso ha costruito un legame unico con i suoi lettori. Nato ad Antibes nel 1974, ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia. I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir.

Anstey HARRIS, La musica segreta di Parigi, Sperling & Kupfer.

Una storia di amicizia, rinascita… e magici accordi imperfetti.

Un debutto da classifica. Una protagonista indimenticabile. Un inno al potere salvifico della musica e dell’amicizia.

Per Grace Atherton la vita è una continua ricerca di armonia e perfezione. Violoncellista, si divide tra la sua bottega di liutaia nella campagna inglese e la relazione a distanza con David, a Parigi. È stato proprio lui a iscriverla di sorpresa al prestigioso concorso per liutai che ogni tre anni si tiene a Cremona: da allora, Grace costruisce con maestria e dedizione il meraviglioso strumento da presentare a quella competizione internazionale. Eppure, sotto quella melodia apparente, risuonano nel cuore di Grace due note stonate. La sua brillante carriera da musicista è stata brutalmente stroncata da un episodio che ora la paralizza, impedendole di esibirsi di fronte agli altri: qualcosa a cui la sua memoria ritorna dolorosamente in segreto. Inoltre, quella con David è una storia che non può vivere alla luce del sole: i loro incontri d’amore a Parigi sono soltanto attimi rubati, in attesa di un tempo tutto per loro. Un giorno, una scoperta inattesa nella loro relazione fa crollare il castello di certezze di Grace e la musica sembra spegnersi tutto intorno a lei. Solo grazie al sostegno di due insoliti amici – un anziano ma arzillo musicista e un’adolescente sveglia e sfrontata – Grace troverà il coraggio di ricominciare, facendo della vita una melodia tutta nuova, tutta sua. Perché nessun errore è irreparabile e anche un accordo imperfetto può dare il la a una splendida sinfonia.

 

Alain GILLOT, Perdersi è il meglio che possa accadere (La meilleure chose qui puisse arriver à un homme, cest de se perdre), Edizioni e/o.

Dopo La scacchiera nel cervello, suo romanzo d’esordio nel quale una famiglia di “perdenti” riusciva a reinventarsi grazie agli scacchi, al calcio e a un pizzico di fantasia, l’autore francese ci offre questa nuova storia d’amore on the road che proclama la necessità di andare verso gli altri, superando le nostre paure.

Consulente nel mondo del cinema, una specie di super-sceneggiatore, il quarantenne Antoine, con la sua Jaguar fiammante e una buona carriera alle spalle, scende da Parigi sulla Costa Azzurra per seguire le riprese di un film. Senza neppure rendersene conto, con la “leggerezza” di chi è abituato al successo e alle cose che funzionano, cancella un ruolo che Emma, una giovane attrice, doveva ricoprire nel film. Lei lo schiaffeggia mentre Antoine è impegnato in una partita di tennis e lui la insegue per scusarsi. Da quel momento non riuscirà più a tornare a casa, alla sua precedente vita senza emozioni e senza rischi.

Inizierà per Antoine un viaggio inatteso e pieno di sorprese a fianco di questa ragazza fino a quel momento sconosciuta. Lei lo trascinerà in un mondo diverso ed emozionante, coinvolgendolo nelle stupefacenti vicende della sua strana famiglia e della troupe teatrale itinerante in cui di solito lavora, attraverso una Francia di provincia piena di charme, storie e imprevedibili personaggi.

Alain Gillot è nato nel 1953. È stato giornalista sportivo e reporter e lavora anche come sceneggiatore.

 

Virginie GRIMALDI, È ora di riaccendere le stelle (Il est grand temps de rallumer les étoiles),Fabbri Editori.

Oltre 600.000 lettori in Francia. Una storia splendida per riconciliarsi con la vita.

Tre donne, tre generazioni, tre sguardi sul mondo per un viaggio pieno di umorismo, amore e umanità.

«Ironico e acuto, come solo le migliori commedie francesi sanno essere!» – Grazia

Un successo che nasce dall’università dei suoi temi. Quegli istanti di vita che tutti noi attraversiamo, ognuno a suo modo» – Le Figaro

Una storia che ti incanterà come unaurora boreale.

Anna, trentasette anni, è sul punto di soccombere sotto il peso del lavoro e dei debiti e osserva la vita scorrerle davanti come se non le appartenesse. Proprio come le sue figlie, che incrocia ogni giorno solo per il tempo di una frettolosa colazione. Lily, dall’alto dei suoi dodici anni, non nutre grande simpatia per il genere umano: preferisce gli animali, e in particolare il topo che ha adottato e a cui ha messo il nome del padre perché, come ogni ratto che si rispetti, anche lui ha abbandonato la nave. A diciassette anni Chloé ha già detto addio ai propri sogni, e sa che presto dovrà darsi da fare per aiutare la madre. Ma l’atteggiamento da dura è solo una maschera che si scioglie ogni volta che un ragazzo le dimostra un minimo di tenerezza, fosse anche solo per approfittare di lei. Il giorno in cui tutto le crolla addosso, Anna si rende conto di essere sul punto di perdere ciò che ha di più caro al mondo e per cui ha sopportato fatiche e frustrazioni: le sue figlie. Superando paure e attacchi di panico, prende quindi una decisione folle e spericolata: carica le ragazze in camper e parte per un viaggio on the road verso Capo Nord. È l’inizio di un’avventura piena di sorprese esilaranti e incontri commoventi, un corpo a corpo che vedrà madre e figlie scontrarsi sul presente e confrontarsi sui segreti del passato, per poi imparare a conoscersi e ad ascoltarsi. Un’esperienza che le cambierà profondamente, lasciandole senza fiato. Proprio come l’aurora boreale.

 

Paolo DI PAOLO, Esperimento Marsiglia, EDT.

Paolo Di Paolo esplora Marsiglia e in particolare una strada, Cours Julien, in cui convivono tutte le cucine del mondo. Su Cours Julien ci sono così tanti ristoranti etnici che si può fare il giro del mondo in cinquecento metri. Paolo Di Paolo li ha scandagliati con il piglio (e lo stomaco) del ricercatore, e in testa una domanda: quanto ci mettiamo a conoscere gli altri? O, detta più brutalmente, a digerire l’Altro?

“Marsiglia è un porto, quello più ingarbugliato, più meticcio del Mediterraneo. Tutte le città di mare si assomigliano, ma Marsiglia lo è a modo suo”.

Nel suo tour gastronomico Di Paolo sperimenta di tutto per arrivare finalmente al piatto marsigliese per eccellenza, la bouillabaisse, una ricca zuppa di pesce con crostini, “saporosa, quasi punge; riempie il palato, non lascia spazi. Povera e geniale”. È il simbolo della città, dei suoi contrasti e delle sue tante culture. Come scrisse Jean-Claude Izzo, “una bouillabaisse fa vibrare Marsiglia sotto la lingua”.

 

Valérie PERRIN, Cambiare lacqua ai fiori (Changer leau des fleurs), Edizioni e/o.

Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Un romanzo avvincente, commovente e ironico la cui lezione universale è la bellezza della semplicità e leterna giovinezza in cui ci mantiene il sogno.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dellEleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.

 

Victoria BROWNLEE, Accade tutto a Parigi, Garzanti.

Una nuova vita a Parigi. La magia di antichi sapori. Un amore che arriva al momento giusto.

Tutto è proprio come dovrebbe essere: l’atmosfera, le candele, il cibo, la musica. Ma le parole che il suo fidanzato sta pronunciando non sono quelle che Ella si aspettava: era sicura che volesse chiedere la sua mano e invece la sta lasciando per sempre. In un attimo il mondo le crolla addosso. Eppure, sa che deve trovare il coraggio di ricominciare e decide di farlo nell’ultimo posto in cui si è sentita davvero felice e spensierata: Parigi. Al termine del lungo viaggio che, dall’Australia, la porta dall’altra parte del mondo, la Ville Lumière la accoglie in tutta la sua magnificenza. Ella si perde tra i vicoli pieni di aromi, profumi e colori. Ed è così che, quasi per caso, si imbatte in una piccola bottega che vende vini e formaggi tipici. Il proprietario, Serge, la convince a provare diverse specialità, per poi scoprire che Ella ha deciso di trasferirsi per un anno a Parigi e di dare una svolta alla propria vita. Allora le lancia una sfida: provare in quest’arco di tempo tutti i vini e formaggi francesi. Se dovesse riuscire nell’impresa, lui la inviterà a cena nel più esclusivo ristorante della capitale. Ella è sorpresa dalla proposta, c’è qualcosa in quell’uomo che la colpisce, e decide di accettare perché, in fondo, non ha nulla da perdere. Ora deve solo trovare una casa e, magari, qualche amico. Soprattutto, deve capire chi è davvero e avere il coraggio di amare ancora, nonostante il trauma che l’ha condotta così lontano da casa. Ma Parigi ha ogni risposta e, lungo le sponde della Senna e all’ombra della Tour Eiffel, può succedere di tutto. Ciò che conta è non farsi abbagliare dallo splendore delle apparenze e non credere che tutto ciò che luccica sia davvero prezioso.

Un esordio che ha conquistato tutto il mondo. Leggere questo romanzo è come entrare in un sogno da cui non ci si vorrebbe mai svegliare. Non c’è nulla di più magico delle atmosfere parigine, nulla di più delizioso del cibo e del vino francese, nulla di più romantico dell’amore inaspettato.

 

Marcus MALTE, Il ragazzo (Le garçon), Fazi Editore.

Agli albori del Novecento, un ragazzo senza nome si aggira per le campagne della Francia meridionale. Non ha mai visto altro essere umano all’infuori della madre, che porta sulle spalle. La donna, morente, chiede che le sue ceneri siano sparse in mare, e il figlio decide di assecondarne la volontà. Poi si mette in cammino, alla scoperta del mondo e degli uomini. Prova ad avvicinarsi ai suoi simili, lui che non parla, non sa parlare, è più bestia che uomo. Nel suo lungo percorso costellato di tante iniziazioni, girerà la Francia insieme a Brabek, l’orco dei Carpazi, lottatore filosofo; scoprirà i segreti del sesso grazie a Emma, che per lui sarà amante, sorella e madre al tempo stesso; conoscerà la barbarie e la follia dell’uomo durante la guerra, dove tornerà selvaggio fra le trincee e si farà un nome per la sua brutalità, indirizzata stavolta ai suoi simili. Soltanto alla fine, rimossi gli strati di violenza cieca e riguadagnato il suo stato di purezza originale, tornerà a sentire, forte, l’odore della madre e, con esso, il richiamo del mare.

Con Il ragazzo, Marcus Malte firma un romanzo potente e profondo che in Francia è stato un grande successo: pubblicato da una piccola casa editrice indipendente, ha vinto il prestigioso Prix Fémina e ha raggiunto i vertici delle classifiche. L’autore si inserisce nella tradizione e nel mito dell’enfant sauvage con una voce originale, dando vita a un’importante riflessione su cosa significa essere uomo e ricordandoci come eravamo, come siamo stati e come potremmo tornare a essere.

«Questo romanzo lascia a bocca aperta: Marcus Malte è uno scrittore incredibile, che oscilla tra poesia, noir ed epica. Ha la capacità di sorprendere ed è una delizia per il lettore». Libération

«Senza mai parlare, ma con carisma e autenticità, il ragazzo tocca chiunque incontri. Compreso il lettore». Lire

«Il linguaggio è denso, le immagini di un’inventiva e di una forza folgoranti. Una narrazione magistrale».  La Vie

 

Valérie MANTEAU, Il solco (Le sillon), LOrma Editore.

«Il solco ti lascia nella testa un mondo trepidante, violento, gravido di minacce ma anche pieno di vita. La Storia, qui, è raccontata rigorosamente al “presente intimo”, l’approccio migliore alla dimensione collettiva.» Annie Ernaux

Istanbul è in ginocchio ma non si arrende. L’ondata di repressione del 2016 ha lasciato una scia di migliaia di arresti, sfigurando il volto più vivace della città, mutilando il movimento rivoluzionario che era esploso tre anni prima nella protesta di Gezi Park. Eppure la scintilla non è spenta: una miccia, un filo rosso attraversa ancora le redazioni semiclandestine dei giornali satirici, i caffè occupati, i quartieri dell’una e dell’altra riva del Bosforo. Alla ricerca di quel filo si lancia una scrittrice francese, tornata in Turchia per sottrarsi all’angoscia del mondo e ritrovare un amore sfuggente. La città le si spalanca davanti con le sue notti caotiche, dove è così facile perdersi per chi sta cercando di dimenticare. È allora che si imbatte in un nome, Hrant Dink, il grande giornalista e intellettuale armeno – fondatore del settimanale Agos («Il solco») – assassinato nel 2007 da un giovane nazionalista turco. Finalmente la storia che stava cercando. Il solco è un romanzo-reportage di attualità bruciante. Minacciati da un potere sempre più illiberale, i protagonisti della disobbedienza turca, da Aslı Erdogan a Ece Temelkuran passando per Necmiye Alpay, emergono in tutta la loro realtà esemplare e dolente. Ed è così che la storia d’amore si dissolve in una storia di donne e uomini costretti a vivere – secondo una celebre metafora dello stesso Dink – nell’«inquietudine della colomba» che teme a ogni passo di essere ingabbiata.

Premio Renaudot e libro rivelazione dell’anno in Francia.

 

Laetitia COLOMBANI, Les victorieuses, Editions Grasset.

À 40 ans, Solène a tout sacrifié à sa carrière d’avocate: ses rêves, ses amis, ses amours. Un jour, elle craque, s’effondre. C’est la dépression, le burn-out. Pour l’aider à reprendre pied, son médecin lui conseille de se tourner vers le bénévolat. Peu convaincue, Solène tombe sur une petite annonce qui éveille sa curiosité: «cherche volontaire pour mission d’écrivain public». Elle décide d’y répondre. Envoyée dans un foyer pour femmes en difficulté, elle ne tarde pas à déchanter. Dans le vaste Palais de la Femme, elle a du mal à trouver ses marques. Les résidentes se montrent distantes, méfiantes, insaisissables. A la faveur d’une tasse de thé, d’une lettre à la Reine Elizabeth ou d’un cours de zumba, Solène découvre des personnalités singulières, venues du monde entier. Auprès de Binta, Sumeya, Cynthia, Iris, Salma, Viviane, La Renée et les autres, elle va peu à peu gagner sa place, et se révéler étonnamment vivante. Elle va aussi comprendre le sens de sa vocation: l’écriture.

Près d’un siècle plus tôt, Blanche Peyron a un combat. Cheffe de l’Armée du Salut en France, elle rêve d’offrir un toit à toutes les exclues de la société. Elle se lance dans un projet fou: leur construire un Palais.

Le Palais de la Femme existe. Laetitia Colombani nous invite à y entrer pour découvrir ses habitantes, leurs drames et leur misère, mais aussi leurs passions, leur puissance de vie, leur générosité.

Laetitia Colombani est romancière, cinéaste et comédienne. Son premier roman, La tresse, s’est vendu à un million d’exemplaires en France et a été traduit en trente-cinq langues. Il est en cours d’adaptation au cinéma par l’auteure. Il a également été décliné en album jeunesse, La tresse ou le voyage de Lalita.

 

Marie GAUTHIER, Court vêtue, Gallimard.

« Goncourt du Premier Roman 2019 »

«Vive, légère, alerte, elle était comme un courant d’air dans la maison. Elle arrivait pour repartir une seconde plus tard. La nuit, elle filait sans prévenir. Puis soudain elle était dans sa chambre, dans son lit. Félix l’entendait respirer dans son sommeil. Il imaginait sa poitrine en train de se gonfler sous la chemise de nuit. Il faisait jour c’était dimanche.» Félix, quatorze ans, en apprentissage dans un bourg poussiéreux et écrasé de chaleur, est hébergé par son patron. Dans la maison du cantonnier habite aussi sa fille de seize ans Gilberte, dite Gil. Gil travaille à la supérette, s’occupe avec une certaine légèreté des repas et du ménage. Dans le temps qui lui reste, elle s’éclipse avec des hommes. Beaucoup d’hommes, souvent plus âgés qu’elle. Fasciné par la jeune fille, Félix vit dans l’attente d’un regard de Gil, d’un signe. Marie Gauthier restitue avec une intensité magnétique l’atmosphère moite et oppressante du bourg en plein été, les sensations confuses du jeune garçon devant la sensualité troublante du corps de Gil.

Martie Gauthier est née à Annecy. Après des études de lettres à Lyon, elle s’est dirigée vers le théâtre. Elle vit à Paris. Court vêtue est son premier roman.

 

Romain PUÉRTOLAS, Les Nouvelles Aventures du Fakir au pays d’Ikea, Éditions le Dilettante.

Toujours la même innocence, des péripéties incroyables, de l’humour, et un message final sur ce que pourrait bien devenir l’Europe.

Rappelez-vous l’épisode précédent : L’extraordinaire voyage du fakir qui était resté coincé dans une armoire Ikea ; soit Ajatashatru Lavash Patel, qu’on expectorera selon les goûts et la virtuosité phonique achète-une-truelle ou jette-un-tas-de-choux, as de l’arnaque fakirique en tout sens et madré épateur de gogos. Après un soubresautant tour du monde emboîté dans une armoire Ikea qui l’avait vu, par avion ou par cargo, transbahuté d’Angleterre en Espagne et de Paris à Tripoli, nous avions laissé l’homme coulant les plus doux des jours avec Marie Rivière, la dame de son cœur et écoulant par palettes entières le récit de sa déménageante saga. Les gens heureux étant privés d’histoires et comme d’urgence il nous en faut une, voilà. Alors que notre héros macère dans l’aisance avec la volupté d’un cornichon dans la saumure et se confit dans le plus gras bien-être, son éditeur retoque son second opus, lisse à l’excès et bien bouffi de consensualité. Pour la faire brève, notre fakir est devenu mou du clou, glabre du sabre et son tapis de braises vire à la moquette haute laine. Réagissez, mon bon ! Et notre Patel de repartir à la reconquête de soi. Cap sur la Suède pour rencontrer Dieu lui-même, l’Allah de la clé Allen, le maître d’Ikea, et se fournir en Kisifrøtsipik, la Rolls du tapis à clous. Par chance, dès l’aéroport, les choses vont mal : emporté dans une louche affaire de diamants, confronté au  baron Shrinkshrankshrunk, patron de Nespressé et roi de la dosette corsée, au professeur Ronaldo, gemmologue brésilien, sauvé de la mort par une édition polonaise d’Autant en emporte le vent, il se retrouve cloué dans une commode et largué en pleine Baltique, d’où il sera sauvé pour coulisser dans la confraternité d’un cirque belge et apporter une assistance magique à des réfugiés syriens. Tout cela entrecoupé de souvenirs d’enfance marqués par la férule et la duplicité de son maître et initiateur Baba Ohrom. Alors, on avale sa boussole, on ravale sa carte et on mise à l’aveugle. Avec la seconde aventure de son fakir, Romain Puértolas, en digne fils de Verne et parfait gendre d’Alexandre Dumas, réaffirme cette vérité d’évidence : le monde n’est qu’une commode Ikea, assemblée par un fakir, pleine de fausses portes et de doubles fonds, et que l’on n’assemblera jamais!

 

CINÉMA

Due amici (Les deux amis). Un film di Louis Garrel. Con Golshifteh FarahaniLouis GarrelVincent MacaigneMahaut AdamPierre Maillet. Uscita 4 luglio 2019.

Un film arioso e leggero che riprende la configurazione sentimentale francese per eccellenza.

Clément, fragile e ossessivo, lavora come comparsa al cinema e ama platealmente Mona, occupata in un chiosco della Gare du Nord. Clément vorrebbe trattenerla a Parigi ma Mona ha un treno da prendere ogni sera. Detenuta in semilibertà, Mona nasconde il suo segreto e rifiuta l’amore di Clément. A convincerla ci prova Abel, benzinaio col vizio della poesia, venuto in soccorso dell’amico. Deciso a impedirle il ritorno, Abel la costringe a terra e a un chiarimento con Clément. La disperazione di aver perso il treno e mancato il rientro al penitenziario stempera presto dentro una notte parigina e un ménage à trois tragicomico, governato dai sentimenti e dal bisogno di appartenere a qualcuno. Una donna, un uomo, un amico.

 

L’ultima ora (Lheure de la sortie). Un film di Sébastien Marnier. Con Laurent LafitteEmmanuelle BercotGringeGrégory MontelPascal Greggory. Uscita 4 luglio 2019.

Un film equilibrato che affronta attraverso i canoni del thriller temi di non secondaria importanza

Un professore del prestigioso collegio Saint Joseph si suicida gettandosi dalla finestra durante un’ora di lezione. Viene chiamato a sostituirlo Pierre Hoffman, che ha subito la sensazione che nella classe ci siano degli alunni particolari uniti da un forte legame. Sebastien Marnier è un regista interessato ad esplorare situazioni limite. Qui adotta la struttura del thriller per affrontare una generazione perduta non nell’alcol o nella droga ma nella paura di un futuro in cui il pianeta si sta suicidando. A scoprirne il lato oscuro c’è Pierre, che accompagna lo spettatore nella voglia di andare a fondo della questione. Il film si mantiene in buon equilibrio tra la narrazione della vita scolastica in un collegio esclusivo e quel tanto di inverosimile che è necessario per costruire la suspense.

 

Il segreto di una famiglia (La Quietude). Un film di Pablo Trapero. Con Martina Gusman e Bérénice Bejo. Uscita 4 luglio 2019.

Eugenia e Mia sono due sorelle argentine: ma mentre Mia è rimasta nella loro terra, presso la sontuosa proprietà di famiglia chiamata La quiete, Eugenia ha scelto di vivere a Parigi, dove il padre delle due donne aveva lavorato come diplomatico. Proprio un ictus capitato a papà richiama Eugenia verso La quiete, dove la aspetta a braccia aperte la madre Esmeralda. Mia è felice di rivedere la sorella maggiore con cui ha un legame strettissimo, ma è anche gelosa dell’affetto con cui Eugenia viene riaccolta in casa da “figliola prodiga”: tanto più che la sorella maggiore rivela di essere incinta, ed Esmeralda non vedeva l’ora di fare la nonna.

Nulla in questa famiglia al femminile è come sembra, e sotto La quiete si agitano tensioni e verità nascoste. In primo piano, il rapporto fortissimo tra le sorelle: “Così intenso, simbiotico: un legame in cui nessuno può davvero entrare e a cui loro stesse non riescono a sfuggire”.

Il film è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia.

 

L’amour flou Come separarsi e restare amici (L’Amour flou). Un film di Romane BohringerPhilippe Rebbot. Con Romane BohringerPhilippe RebbotRose Rebbot-BohringerRaoul Rebbot-Bohringer. Uscita 29 agosto 2019.

Un manuale ben scritto della separazione esemplare, con dialoghi incisivi e personaggi esilaranti.

Una famiglia e la sua storia. Le dinamiche di coppia conosciute da miliardi di famiglie.

Romane e Philippe si amano ancora ma non come prima. Due figli, un cane e dieci anni dopo si separano ma non si lasciano. Perché sanno che quello che hanno costruito insieme non andrà mai distrutto. Per proteggere il frutto del loro amore, Rose e Raoul, traslocano in un sépartement: due appartamenti autonomi (col)legati dalla camera dei bambini. Parenti e amici guardano con scetticismo il singolare ‘assetto’ ma Romane e Philippe perseverano nella loro romantica utopia, trasformando uno scacco in un trionfo miracoloso e totale.

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